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Ritorno in Serbia 1 - Il viaggio di andata

Come dicevo , avevo ancora una cosa da fare: dovevo tornare a recuperare la mia roba, abbandonata in un alloggio freddo e abbandonato, del quale continuavo a pagare l’affitto proprio in attesa di recuperare la roba. Ovviamente, causa il nuovo lavoro, la cosa si è protratta alle lunghe, con continue chiamate da parte di Segretaria che non sapeva come comportarsi nei confronti di tale alloggio, anche se non capivo come mai: in fondo continuavo a pagare l’affitto, quindi che problemi aveva il padrone di casa? Peraltro pagavo anche le bollette, dato che quando avevo chiesto di levarle mi era stato risposto che in Serbia i contratti non possono essere mollati così a meno che io non andassi via dall’alloggio. Alla fine mi sono deciso! Faccio mettere a punto la Punto, che non abbia problemi, e approfitto di una settimana di pausa nel lavoro, quindi mi lancio in questa avventura. Avrei sperato in un aiuto, ma nessuno voleva accompagnarmi in quella terra dimenticata da tutti gli dei, passati pr...

Serbian tourist 3

Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto... così dicevo, nella mia abissale ignoranza... E invece NO! Ci addentriamo infatti verso l'autostrada, giungendo a una cittadina grandicella, dove parcheggiamo in pieno centro, scendiamo dalla macchina e ci guardiamo in giro, alla ricerca di un ristorante. Niente di simile appare nel nostro campo visivo, così decidiamo di approfondire e ci spostiamo di un paio di isolati, ma il risultato non cambia. Passano un paio di giovani, ai quali ci avviciniamo con aria allegra e tranquilla (evitiamo di creare immediata antipatia nei nostri confronti) e chiediamo loro, in inglese, se c'è un ristorante nei paraggi. SI guardano in faccia stupiti, ci dicono di no e se ne vanno. GrandeCapo, convinto che il nostro inglese sia troppo infarcito di elementi estranei per es...

Serbian tourist 2

Uscimmo quindi dalla meta culturale della nostra gita , per recarci presso la meta prosaica, ovvero alla ricerca di un posto dove mangiare. Non è certo complicato trovare un posto dove mangiare in una nazione come la Serbia, specie considerando che (pare) i serbi facciano diretta concorrenza agli hobbit in fatto di mangiare. Noi ci allontanammo dalle rovine dirigendoci verso il Danubio, dove GrandeCapo aveva intenzione di farci mangiare il locale prodotto ittico, che nei ristoranti di lusso era conosciuto come "siluro del danubio" (grazie a google) e che invece noi comuni mortali con scarse conoscenze e scarsa cultura da galateo, continuavamo a chiamare "pesce gatto". La strada verso il grande fiume non era molta, ma per qualche strano motivo Collega ha deciso di seguire quelle che pensava fossero le giuste indicazioni (non so come facesse a leggere i cartelli in cirillico, ma spero almeno che sapesse che in serbo Danubio diventava Dunav, ovviamente scritto in...

Serbian tourist

Sia ComunistyManager che GrandeCapo erano abbastanza concordi tra loro nel dire che il mio ingliscese non fosse propriamente oxfordiano, ma piuttosto simile a quello parlato da Tarzan, e potrei anche dar loro ragione ma, come dicevano alcuni, l'importante è capirsi, e non solo io mi capivo, ma capivo anche le varie imprese e (soprattutto) le varie imprese capivano me . Un giorno (sabato) GrandeCapo in prima persona personalmente scende ai piani bassi e mi dice "Domani mattina andiamo a farci una gita turistica!" "In Serbia? Gita turistica?" rispondo stupito "Si, qua vicino (???) ci sono le rovine romane di Viminacium! Domattina si parte, tutti insieme, e andiamo a vederle!" "Ok!" "Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!" Egli ascese quindi al piano superiore, mentre io aprivo la fonte di ogni sapere e mi informavo su codesto loc...

Addio e grazie per tutto il pesce...

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A questo punto, come avevo già annunciato precedentemente, sono quindi giunto alla fine delle mie storie! Nel senso che siamo arrivati esattamente al presente, quindi non vi sono nuove storie da pubblicare. Venerdi prossimo non ci sarà nulla, e probabilmente nemmeno il successivo (salvo eventi speciali dell'ultimo minuto, ma al momento non ci sono ulteriori sviluppi) Questo blog quindi per il momento si interrompe qua, in attesa di qualche nuovo episodio da raccontare, oppure potrebbero apparire saltuariamente episodi di varia natura sempre attinenti al mio lontano passato, oppure qualche racconto che potrei (tra)scrivere, com'era nelle mie intenzioni originali (prima dell'attuale deriva aneddoto-lavorativa), ma sicuramente non credo appariranno nel breve termine nuovi post. Ringrazio tutti i lettori per avermi seguito fino adesso. Restate sintonizzati, che il vampiro non è ancora morto, quindi qualcosa potrebbe sempre spuntare, anche se saltuariamente (liferea mi d...

La luce oltre l'abisso!

Furono giorni duri, con quelle velate minacce, quei discorsi, quelle battute che GrandeCapo obbligava a fare nei miei confronti. Peraltro, con la drastica riduzione di paga, conseguente alla nuova gestione serba, avevo dovuto ridurre i viaggi da due weekend mensili a uno solo, ma avevo accorpato più giorni (tanto non c'era lavoro, come non mancavano di farmi notare) e quindi mi fermavo in Italia una settimana al mese. Alla fine, dopo una chiacchierata con GrandeCapo, che mi ha ribadito che, essendo io un mercenario e un esterno, dovevo comunque comportarmi da libero professionista e non da dipendente, avevo organizzato il mio viaggio di rientro. Approfitto della settimana italiana per gestire le varie cose che devo gestire, quando ecco che vedo apparire una email strana. La leggo e vedo che una ditta sta richiedendo le mie prestazioni per un lavoro. Vado a fare il colloquio e scopro che si tratta di una buonissima occasione, che spero di poter sfruttare a mio...

Quando si spalanca l'abisso

Ormai non si capiva più nulla in merito a ciò che era a nostro carico e ciò che rimborsava la ditta. Non si capiva nemmeno quanto tempo doveva passare tra un pagamento e l'altro, che per quanto il contratto parlasse di pagamenti entro il 5 del mese, i soldi li vedevamo con una periodicità alla “quando capita!” Non capivamo nulla di nulla, visto che ogni giorno spuntava fuori una nuova spesa che non veniva più rimborsata, o che diventava automagicamente a nostro carico, senza nemmeno informarci preventivamente di quali accordi ci fossero a monte e di quanto era la stessa spesa. Un paio di volte arrivammo pure a dover comprare, mediante colletta, il toner della stampante e la carta del plotter, pur di poter consegnare il lavoro. E nel frattempo, GrandeCapo continuava a darci dei mercenari e dei parassiti, senza preoccuparsi comunque di velocizzare le pratiche per darci anche la nostra remunerazione. In questa fase, mentre CommunityManager continuava a r...