Un giorno, qualcuno dei colleghi viene da me e mi dice "Tra una settimana è il compleanno di ResponsabileCantiere, gli facciamo un regalo?" Io lo guardo e rispondo "Che regalo? Lo infiliamo in una colata di cemento o diciamo alla Bionda di fargli un servizio speciale?"
"Boh, noi si pensava a comprargli qualcosa di simpatico, che non costasse molto!" "Ecco, l'ultima parte mi piace particolarmente, visto che da come ci tratta non è che mi vada molto di spendere per lui!"
"C'entra comunque anche la Bionda!" "Spende anche lei? Strano!"
"No, lei provvederà poi a fargli un regalo, ma sta organizzando la festa al ristorante, e noi stiamo invitando tutti quelle delle varie imprese!" "Ok, e questo me lo chiami regalo da spendere poco?"
"No, la cena la carichiamo sulle spese aziendali, pensavamo di regalargli qualcosa, qualche oggetto simpatico!" "Di che genere?"
"Visto che poi ci penserà la Bionda, pensavamo a qualche giochino erotico..." "Bene, allora chiedete a lei di procurarne qualcuno, che non costi molto, e poi facciamo la colletta!"
"Ecco, questo è il problema!" "Problema?"
"Si, la Bionda ha detto che non sa dove cercare!" "In un sexy shop, ovviamente!"
"Appunto! In questo buco di qlo non ce ne sono, ha detto!" "Balle!"
"Eh?" "Ho detto balle!"
"Come sarebbe?" "Sarebbe che ha detto una balla!"
"Vuoi dire che ci sono dei sexy shop qua?" "Almeno uno c'è di sicuro!"
"Non ci credo!" "Ti giochi una cena?"
Lui mi guarda un attimo, poi sorride "Certo che no! Con te si perde sempre!" "Ok!"
"E dove sarebbe questo negozio?" "Accanto all'ufficio del tipo che ci ripara i computer, vicino al ristorante dei cevapcici!"
"Ma..." "Confessa che non l'hai mai visto!"
"Infatti, e dire che ci passiamo quasi tutti i giorni!" "Appunto!"
...
La discussione prosegue per un po', poi ovviamente si chiude e si ripristinano le condizioni iniziali.
Alla fine, due giorni dopo, si presentano con un pacco contenente all'interno un paio di manette decorate con piume varie e un frustino tipo gatto a 9 code, in cuoio, che pare saranno i regali per il festeggiato, a sua disposizione per quando anche la Bionda gli avrebbe dato il proprio regalo personale, e tutti noi ci priviamo di parte dei nostri sudati guadagni per rimborsare l'acquirente di tutto ciò.
...
Comincia poi la manfrina di partecipazione alla festa, alla quale avevo realmente ben poca voglia di andare, e quindi stavo tirandomi indietro, con tatto e diplomazia, anche se il mio interlocutore era molto più diplomatico di me.
"Tu vieni, ovviamente?" "Forse, ma propendo più per il no..."
"Ci sarà anche la Spagnola..." "Ok, vengo!" (sono una persona dalle decisioni ferree e incontrovertibili!)
...
Peccato che poi, i miei cari colleghi, al momento di aprire i regali, vista l'eccitazione femminile alla vista delle suddette attrezzature e in risposta alla domanda della Bionda di dove si sia trovata codesta roba, abbiano detto chiaramente che li avevo indirizzati io al posto giusto..
Sia la Bionda che la Spagnola mi hanno guardato con una strana luce negli occhi, incredule del fatto che conoscessi meglio di loro alcuni dettagli della loro città, e ResponsabileCantiere, fraintendendo in pieno, ha aggiunto una frase diretta alla Spagnola "Tranquilla, domani glieli presto a MK, così potrete usarli anche voi!"
Io lo guardo stupito (che diavolo sta dicendo?) ma prima che riesca a rispondere interviene lei "No, MK non usa quella roba, lui sa che a me piace dolcezza, non frusta!"
La guardo, non riesco più a capire niente: è la prima volta che parla di me in questo modo, specie davanti a altri. Boh! Avrà qualcosa in mente!
Ordinazioni per ufficio...
La mattina stava scorrendo tranquilla, nel senso che i lavori procedevano e non avevo ancora crocifisso nessuno, anche se qualche discussione abbastanza accesa c'era già stata, ma nulla di particolare: ordinaria amministrazione, nessun morto!
Procedevo quindi in mezzo alla neve, arrancando verso l'ufficio, quando all'improvviso mi suona il cellulare serbo, lo recupero dalla tasca e vedo che mi chiama Segretaria.
"Ciao Segretaria!" "Ciao MK, sono Segretaria... ah scusa, tu già sai che sono io!"
"Si, ho il numero memorizzato e appare il tuo nome, cosa c'è?" "Senti, io sto guardando la tua richiesta di materiale, per fare ordinazione..."
"Ok, e allora?" "Io non capisco bene una cosa..."
"Cosa?" "Ecco... io non capisco..."
"Non ho scritto bene? L'ho fatto al computer con openoffice, che se avessi scritto io a mano veramente non capivi niente!" "No no, non è questo: la scrittura la capisco benissimo!"
"Allora ho sbagliato qualcosa nella costruzione grammaticale in inglese? Te lo rifaccio in italiano? Tanto tu lo capisci bene..." "No, capisco bene anche tuo inglese, anche se non è corretto come il mio, ma lo capisco bene lo stesso!"
"Ok, allora cosa non capisci? I nomi degli oggetti segnati che mi servono?" "No, anche questo io capisco, ma è un'altra la cosa che non capisco..."
"Segretaria! PLEASE!!!" "Please cosa?"
"Non ripetermi sempre che non capisci, ma dimmi COSA non capisci!" "Ecco... io non capisco... come posso fare..."
"Cosa?" "Cosa?"
"Come puoi fare cosa?" "Come posso fare ordinazione di quello che tu mi hai chiesto!"
"Boh! Telefona ai fornitori e chiedi! Immagino si faccia così!" "Si, io so! Ma non so come fare ordinazione!"
"Scusa, ma non sai come ordinare attrezzatura da ufficio? Se mi rimborsate vado a prenderla direttamente io al supermercato!" "No no... senti, tu torni qua in ufficio?"
"Sto arrivando: 5 minuti e sono lì!" "Ok, allora ti aspetto e ci parliamo di persona!"
Rientro in ufficio e lei è seduta alla sua scrivania, mi levo il giubbotto, mi avvicino e le chiedo "Ciao, cosa c'è che non va?" "Ciao! No, niente..."
"E allora cos'è successo che mi hai chiamato prima?" "Niente, io non capisco bene!"
"Cosa?" "Per favore, tu puoi sederti qua con me e lo facciamo insieme?"
"Ok, ma cosa non capisci?" "Io so fare questa ordinazione per penne, matite, quaderni..."
"Ok..." "...io so anche fare per macchina fotografica, per strumenti di misurazione, per attrezzatura per computer..."
"Bene..." "...ma questo io non lo so proprio fare!"
"Cosa?" "Questo!" e mi indica un qualcosa nel foglio che le avevo consegnato.
Leggo e... scoppio a ridere, mentre lei mi guarda confusa
"Scusa! E' un mio sbaglio! Non farci caso e cancellalo! Dovevo pensarci io a cancellare quella roba prima di stamparla, ma sono dovuto uscire di corsa e non ho fatto in tempo!"
Lei mi guarda stranamente preoccupata, senza capire bene cosa ha provocato il mio scoppio di risate in una situazione così particolare, che per lei si era invece rivelata estremamente imbarazzante.
"Scusami! Dai, fai finta che non sia successo niente! Dimentica quello che c'è scritto! Lo cancello subito col pennarello spesso, così non si vedrà nulla!"
Lei continua a fissarmi stranamente, e mi rendo conto che la cosa dev'essere stata una dura botta per lei, capisco anche che sforzo abbia fatto per continuare a star seduta lì, e per farmi addirittura sedere accanto a lei, specie considerando che non si sentono voci dallo stanzone, quindi siamo di fatto soli io e lei: evidentemente la sua voglia di chiarimenti era superiore all'imbarazzo causatole dalla lettura di quello che non avevo cancellato, e la mia risata l'aveva messa ancor più in imbarazzo, dato che non capivo evidentemente quali fossero i suoi sentimenti, ma non posso accollarmi io tutti i problemi del mondo, quindi questo doveva risolverselo da sola, io potevo solo prendere il pennarello e cancellare per sempre la frase imbarazzante, sia per lei che, soprattutto, per me.
"Ecco, va bene così?" nessuna risposta
"Ok, vado!" mi alzo e torno verso il mio posto, quando lei mi chiama "MK!"
"Dimmi?" "Scusa, ma..."
"Cosa?" "Dimmi sincero: l'avresti usato anche con me?"
Un attimo di silenzio da parte mia, mentre mi rendo conto che ha compreso perfettamente e che in fondo mi legge dentro come un libro aperto, quindi è inutile cercare di girare intorno
"No, con te no! Non ne ho motivo!" "Bene, ne sono felice!"
"Allora prendimelo!" le dico sogghignando, e lei accenna un sorriso dei suoi "No, non te lo prendo! E dovresti ringraziarmi che lo faccio per te!"
"Uh?" "E si! Le carceri serbe non sono come quelle italiane! Non voglio che proprio tu ci finisca!"
"Perchè dovrei finirci?" "Perchè se io te lo prendo, tu prima o poi lo userai! E a quel punto tu finiresti in carcere! E io non voglio!"
La guardo un istante: sta ridendo, scherza, ma i suoi occhi hanno ancora un lieve accenno di preoccupazione, solo che non capisco il motivo, ma lei mi legge dentro come un libro aperto, quindi si mette a ridere e ripete col suo serbitaliano "Niente da fare! Certe cose non sono per l'ufficio!"
"No? Sicura?" "Io sono sicura! In ufficio si lavora e non si fa nulla di quello che pensi tu!"
"Ma..." "Nulla! Niente cose strane in ufficio!"
"Cose strane?" "E me lo chiami normale?"
"Cosa?" "Chiedere come attrezzatura da ufficio un kalashnikov!"
Scoppiamo a ridere insieme!
Beh, meno male: mi legge dentro, ma per fortuna pare non abbia letto l'ultimo capitolo che mi stava per far scrivere!
Procedevo quindi in mezzo alla neve, arrancando verso l'ufficio, quando all'improvviso mi suona il cellulare serbo, lo recupero dalla tasca e vedo che mi chiama Segretaria.
"Ciao Segretaria!" "Ciao MK, sono Segretaria... ah scusa, tu già sai che sono io!"
"Si, ho il numero memorizzato e appare il tuo nome, cosa c'è?" "Senti, io sto guardando la tua richiesta di materiale, per fare ordinazione..."
"Ok, e allora?" "Io non capisco bene una cosa..."
"Cosa?" "Ecco... io non capisco..."
"Non ho scritto bene? L'ho fatto al computer con openoffice, che se avessi scritto io a mano veramente non capivi niente!" "No no, non è questo: la scrittura la capisco benissimo!"
"Allora ho sbagliato qualcosa nella costruzione grammaticale in inglese? Te lo rifaccio in italiano? Tanto tu lo capisci bene..." "No, capisco bene anche tuo inglese, anche se non è corretto come il mio, ma lo capisco bene lo stesso!"
"Ok, allora cosa non capisci? I nomi degli oggetti segnati che mi servono?" "No, anche questo io capisco, ma è un'altra la cosa che non capisco..."
"Segretaria! PLEASE!!!" "Please cosa?"
"Non ripetermi sempre che non capisci, ma dimmi COSA non capisci!" "Ecco... io non capisco... come posso fare..."
"Cosa?" "Cosa?"
"Come puoi fare cosa?" "Come posso fare ordinazione di quello che tu mi hai chiesto!"
"Boh! Telefona ai fornitori e chiedi! Immagino si faccia così!" "Si, io so! Ma non so come fare ordinazione!"
"Scusa, ma non sai come ordinare attrezzatura da ufficio? Se mi rimborsate vado a prenderla direttamente io al supermercato!" "No no... senti, tu torni qua in ufficio?"
"Sto arrivando: 5 minuti e sono lì!" "Ok, allora ti aspetto e ci parliamo di persona!"
Rientro in ufficio e lei è seduta alla sua scrivania, mi levo il giubbotto, mi avvicino e le chiedo "Ciao, cosa c'è che non va?" "Ciao! No, niente..."
"E allora cos'è successo che mi hai chiamato prima?" "Niente, io non capisco bene!"
"Cosa?" "Per favore, tu puoi sederti qua con me e lo facciamo insieme?"
"Ok, ma cosa non capisci?" "Io so fare questa ordinazione per penne, matite, quaderni..."
"Ok..." "...io so anche fare per macchina fotografica, per strumenti di misurazione, per attrezzatura per computer..."
"Bene..." "...ma questo io non lo so proprio fare!"
"Cosa?" "Questo!" e mi indica un qualcosa nel foglio che le avevo consegnato.
Leggo e... scoppio a ridere, mentre lei mi guarda confusa
"Scusa! E' un mio sbaglio! Non farci caso e cancellalo! Dovevo pensarci io a cancellare quella roba prima di stamparla, ma sono dovuto uscire di corsa e non ho fatto in tempo!"
Lei mi guarda stranamente preoccupata, senza capire bene cosa ha provocato il mio scoppio di risate in una situazione così particolare, che per lei si era invece rivelata estremamente imbarazzante.
"Scusami! Dai, fai finta che non sia successo niente! Dimentica quello che c'è scritto! Lo cancello subito col pennarello spesso, così non si vedrà nulla!"
Lei continua a fissarmi stranamente, e mi rendo conto che la cosa dev'essere stata una dura botta per lei, capisco anche che sforzo abbia fatto per continuare a star seduta lì, e per farmi addirittura sedere accanto a lei, specie considerando che non si sentono voci dallo stanzone, quindi siamo di fatto soli io e lei: evidentemente la sua voglia di chiarimenti era superiore all'imbarazzo causatole dalla lettura di quello che non avevo cancellato, e la mia risata l'aveva messa ancor più in imbarazzo, dato che non capivo evidentemente quali fossero i suoi sentimenti, ma non posso accollarmi io tutti i problemi del mondo, quindi questo doveva risolverselo da sola, io potevo solo prendere il pennarello e cancellare per sempre la frase imbarazzante, sia per lei che, soprattutto, per me.
"Ecco, va bene così?" nessuna risposta
"Ok, vado!" mi alzo e torno verso il mio posto, quando lei mi chiama "MK!"
"Dimmi?" "Scusa, ma..."
"Cosa?" "Dimmi sincero: l'avresti usato anche con me?"
Un attimo di silenzio da parte mia, mentre mi rendo conto che ha compreso perfettamente e che in fondo mi legge dentro come un libro aperto, quindi è inutile cercare di girare intorno
"No, con te no! Non ne ho motivo!" "Bene, ne sono felice!"
"Allora prendimelo!" le dico sogghignando, e lei accenna un sorriso dei suoi "No, non te lo prendo! E dovresti ringraziarmi che lo faccio per te!"
"Uh?" "E si! Le carceri serbe non sono come quelle italiane! Non voglio che proprio tu ci finisca!"
"Perchè dovrei finirci?" "Perchè se io te lo prendo, tu prima o poi lo userai! E a quel punto tu finiresti in carcere! E io non voglio!"
La guardo un istante: sta ridendo, scherza, ma i suoi occhi hanno ancora un lieve accenno di preoccupazione, solo che non capisco il motivo, ma lei mi legge dentro come un libro aperto, quindi si mette a ridere e ripete col suo serbitaliano "Niente da fare! Certe cose non sono per l'ufficio!"
"No? Sicura?" "Io sono sicura! In ufficio si lavora e non si fa nulla di quello che pensi tu!"
"Ma..." "Nulla! Niente cose strane in ufficio!"
"Cose strane?" "E me lo chiami normale?"
"Cosa?" "Chiedere come attrezzatura da ufficio un kalashnikov!"
Scoppiamo a ridere insieme!
Beh, meno male: mi legge dentro, ma per fortuna pare non abbia letto l'ultimo capitolo che mi stava per far scrivere!
Comunicazione d'ufficio
Houston, we have a problem! ;)
Mi scuso per il mancato avviso, ma ultimamente ci sono stati alcuni problemi: le ultime storie da pubblicare, caricate su una chiavetta usb in attesa di metterle in programmazione, hanno subito un evento catastrofico (la suddetta chiavetta ha esalato l'ultimo chip senza darmi il previsto preavviso sindacale!)
Io, da bravo utonto, non solo non avevo ancora caricato le suddette storie negli archivi di google (che già una volta mi aveva cancellato mezza programmazione) ma non avevo nemmeno provveduto a fare una ulteriore copia delle stesse (le mie info-risorse serbe sono alquanto spartane, e devo risolvere con quello che ho a disposizione) e di conseguenza dovrete aspettare che abbia il tempo e il modo di ricrearle, saranno pubblicate senza alcuna tempistica, ognuna vedrà la luce quando sarà pronta, quindi non dimenticate di tener sott'occhio i feed :)
Chiedo scusa ai lettori per questo disagio, ma purtroppo attualmente risulta l'unica soluzione possibile.
Mi scuso per il mancato avviso, ma ultimamente ci sono stati alcuni problemi: le ultime storie da pubblicare, caricate su una chiavetta usb in attesa di metterle in programmazione, hanno subito un evento catastrofico (la suddetta chiavetta ha esalato l'ultimo chip senza darmi il previsto preavviso sindacale!)
Io, da bravo utonto, non solo non avevo ancora caricato le suddette storie negli archivi di google (che già una volta mi aveva cancellato mezza programmazione) ma non avevo nemmeno provveduto a fare una ulteriore copia delle stesse (le mie info-risorse serbe sono alquanto spartane, e devo risolvere con quello che ho a disposizione) e di conseguenza dovrete aspettare che abbia il tempo e il modo di ricrearle, saranno pubblicate senza alcuna tempistica, ognuna vedrà la luce quando sarà pronta, quindi non dimenticate di tener sott'occhio i feed :)
Chiedo scusa ai lettori per questo disagio, ma purtroppo attualmente risulta l'unica soluzione possibile.
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