Altro che distrazione!
La cosa è risultata notevolmente più grave: il tendine della spalla sinistra si è lacerato a seguito di un qualche sforzo eccessivo, e ora dovrò operarmi per farmelo ricostruire.
Per il momento sto comunque accumulando esami su esami: radiografie, ecografie, adesso devo fare la risonanza magnetica.
Poi passerò al reparto macelleria per un'operazione in artroscopia (se ho capito bene mi infileranno dentro il braccio sonde, telecamere e attrezzature varie... non so come faranno a far entrare quel bulldozer che ho visto posteggiato nella strada fuori lo studio), e infine sarà il turno della riabilitazione.
Mal che vada, il braccio destro rimane in servizio, quindi qualcosa potrò sempre farla lo stesso... ;-P
Appunti dalle Tenebre...
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
ed io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...
giovedì 16 luglio 2009
Sono distratto, ma non è distrazione...
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mk66
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mercoledì 15 luglio 2009
Come si smonta e si rimonta un fucile..
Eravamo tutti riuniti nel cortile d’addestramento, mentre il caporale ci faceva zampettare e saltellare a destra e a sinistra, quando si avvicina un sottotenente che portava due fucili: un garand (il fucile che usava l’esercito americano nella seconda guerra mondiale) e un FAL (fucile automatico leggero, un qualcosa di leggermente più moderno).
Dopo le formalità di rito (attenti.. riposo..) il sottotenente ci disse “Oggi vi insegnerò a smontare, pulire e rimontare la vostra arma! Qua ci sono i due tipi di fucili in dotazione all’esercito italiano, vedremo come si procede con entrambi!” e prese il garand iniziando a smontarlo, depositando i pezzi nel telone che era stato piazzato al suo fianco.. senza accorgersi che, in un eccesso di zelo, il caporale aveva cominciato a sua volta a smontare il FAL, piazzando anche lui i pezzi nel telone..
Al termine, il sottotenente disse “Avete visto? Adesso abbiamo smontato l’arma, e dobbiamo rimontarla! Si fa così..” e si volta verso il telone, guardando un po’ confuso il numero eccessivo di pezzi.. poi alza lo sguardo verso il caporale e fa “Che diavolo! Cosa hai fatto?” “Ho smontato il FAL, tenente” “ECCHICCA##OTIHADETTODIFARLO???” e si sono messi in ginocchio entrambi a cercare di separare i pezzi del FAL da quelli del garand.. senza ovviamente riuscirci..
Noi eravamo lì fermi, in piedi, sotto il sole (assolutamente non cocente) del Veneto, a osservare i due che prendevano i pezzi e cercavano di capire a quale arma appartenessero.. sforzandoli per infilarli in quella che avrebbe dovuto essere la loro sede.. finchè il tenente urlò al caporale “Basta! Vai fuori dai cog..ni e portati via questi lazzaroni, che qua hai già combinato abbastanza danni!”
Il caporale si alzò imbestialito e disse “Signorsì!” poi si voltò verso di noi e “Attenti! Per fila sinist.. avanti march!!!” e ci portò a fare qualche giro di marcia del cortile.. mentre il tenente chiamava qualcuno esperto per farsi aiutare a risistemare i fucili..
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venerdì 10 luglio 2009
L'odissea di una consegna..
Devo consegnare un lavoro che ho appena terminato.
Mando in stampa la documentazione per la consegna 'cartacea', la riordino e la sistemo, preparo i PDF per la consegna 'su supporto informatico', ovvero il CD (che dovrò far masterizzare a Disegnatrice o a PiccoloCapo, visto che io non ho il masterizzatore) e, quando tutto è a posto, vado da Segretaria con il malloppo completo.
Lei appena mi vede impallidisce, allontana la cornetta del telefono con cui stava parlando con chissà chi e, con la consueta professionalità che la distingue, mi fa “Che c@##o fai qui con tutta quella roba?”
(a questo punto immagino che non stesse parlando al telefono con qualche cliente..)
“E' la copia-ufficio della commessa TalDeiTali..”
“E che c@##o vuoi da me?”
“La vedo un po' difficile.. ma per questo è il solito: consegna in triplice copia, timbrata e firmata, con lettera di consegna, annessi e connessi!”
“Ah no! Non se ne parla: adesso non ho tempo.. sono impegnata.. ho da fare per tutto il mese.. mi sono venute tre volte questo mese.. il mio ragazzo è via ed è un po' che non lo vedo.. devo controllare che non mi faccia le corna.. e poi non posso.. non ho voglia.. non ho fatto i compiti.. devo giocare a solitario.. devo andare in bagno..”
Chissà perché mi viene il sospetto che Segretaria non voglia collaborare?
“Boh! Senti, io te le lascio qui (e mollo tutto sulla sua scrivania) e poi vedi te per quando GrandeCapo vuole consegnare e quindi fatturare...” e faccio per andarmene, ma lei mi richiama immediatamente (nominare GrandeCapo fa sempre il suo effetto..)
“Senti.. adesso non ho tempo, veramente.. lasciale qua e appena posso comincio a fotocopiare.. 3 copie?”
“Si” e vado via, mentre lei riprende il telefono e, lamentandosi di essere oppressa e sfruttata anche dai colleghi, saluta il fidanzato poi chiama Stagista e le chiede se può fare lei le fotocopie..
Stagista trascorre un'intera giornata a fare le copie, separarle e fascicolarle, poi le porta a Segretaria che sta nuovamente telefonando al fidanzato e, essendo impegnata, le chiede se può procedere con la rilegatura..
Stagista passa un'altra mezza giornata a prendere le copie separate e fascicolate, a forarle e rilegarle, poi le porta a Segretaria che sta nuovamente telefonando al fidanzato e, essendo impegnata, le chiede se può provvedere a timbrarle col timbro professionale di GrandeCapo..
“Ma fai attenzione: devi usare l'inchiostro blu e il timbro deve essere perfettamente dritto e perfettamente dentro la casella quadrata che il timbro circolare ci sta dentro al pelo..”
(a dire la verità, non ho mai visto Segretaria fare molta attenzione a questi dettagli, a parte l'inchiostro blu che è una idiosincrasia di GrandeCapo per far capire che timbra tutto in originale e non fotocopia documenti pre-timbrati.. come se al Cliente importasse qualcosa di quella documentazione che, nella migliore delle ipotesi, marcirà in qualche armadio dimenticato da qualche parte in qualche angolo sperduto dello stabilimento..)
Stagista si mette di impegno a timbrare con precisione e, dopo un'altra mezza giornata (in cui Segretaria ha passato il tempo facendo innumerevoli telefonate private..) le porta tutto, Segretaria controlla e vede che va bene, allora mi telefona e mi fa “Tutto a posto, manca la firma e la lettera di consegna”
“Ok, preparala!”
“Ma non lo puoi fare te? Io sono impegnata, non ho tempo..”
“E io non sono in grado di usare quell'assurdo programma di-gestionale (nel senso che mi causa un problema correlato con la fase finale della digestione..) dal quale tiri fuori i numeri di protocollo..”
“Ma te li do io, i numeri..”
“Per quello che mi ricordo, quando quel programma ti sputa fuori i numeri ha già preparato anche il 95% della lettera, quindi tanto vale che ci aggiungi il rimanente 5% e fai te..”
“Ma..”
“Ciao..” e attacco
Lei chiama Stagista e le fa “Senti, adesso ti insegno a usare il programma gestionale che utilizziamo tutti qua dentro” (tutti, tranne i tecnici... ovvero solo Segretaria e Amministrativa...)
Stagista si siede accanto a lei, che apre la schermata principale e le fa “Mettiamo che tu debba fare una lettera di consegna...”
Come so tutta questa procedura?
Semplice: Stagista è venuta da me a lamentarsi che le mie consegne sono mastodontiche e, quando le ho chiesto spiegazioni per questa sua uscita, mi ha raccontato per filo e per segno cosa è successo negli ultimi giorni nell'altro ufficio.. compreso il fatto che Segretaria (sempre impegnata) abbia continuato imperterrita a fare telefonate private col telefono aziendale anche mentre le spiegava come usare il gestionale.. e a volte imprecava con l'interlocutore perché lei non capiva il funzionamento del programma e le chiedeva spiegazioni in continuazione..
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mercoledì 8 luglio 2009
Masini.. vaffan..
Mentre ero al CAR, era abbastanza di moda (nel senso che non era ancora stata sostituita completamente da altro) una canzone di Masini che aveva una certa impostazione apparentemente autobiografica e un titolo piuttosto pesante: il testo lasciava intuire che l'artista, raggiunto un certo grado di notorietà, si confrontasse con i propri trascorsi e, alla fine, non fosse completamente soddisfatto dei risultati ottenuti, sebbene gli stessi non fossero proprio disprezzabili..
Al CAR, uno dei caporali istruttori era non solo compaesano ma anche omonimo del suddetto cantante..
La rivalità che i caporali avevano l'uno verso l'altro veniva instillata nelle squadre che essi stessi addestravano, per cui non era raro che mentre la squadra del suddetto caporale fosse schierata nel cortile davanti alla propria camerata nel gioco del “Attenti-Riposo” perpetuo, qualche altra squadra passasse per lo stesso cortile in perfetto assetto di marcia e, obbedendo all'ordine del proprio caporale, nel momento che costui, passando vicino all'altro urlava il suo nome, rispondesse con un boato di mille voci con il titolo della suddetta canzone..
...
Il periodo militare è importante nella vita del giovane: insegna a maturare, insegna che nella vita non ci dovrebbero mai essere sopraffazioni e abusi e soprattutto insegna ad avere rispetto per gli altri..
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venerdì 3 luglio 2009
Ma allora sei davvero un hakker?
Lunedì mattina: Termica entra in ufficio e ProgettistaGiovane la chiama e le dice “Senti, io ho fatto quello che potevo, ma non si riesce..”, dandole il portatile, lei lo guarda sconsolata “E adesso?”
“Non so come fare: sicuramente ci perdi tutto..” “Noooo, ma non posso perdere tutto..”
“Non so che dirti..” “Ma tu non puoi fare proprio nulla?”
“Si, ma ci vuole tempo: è una cosa complicata.. devo tenerlo ancora un paio di settimane..” “E' troppo..”
Li guardo e chiedo “Che è successo?” “Ma niente: c'è qualcosa che non va e deve formattare..”
“Si, ma prima devo recuperare tutti i dati..” “Non hai un backup?”
“No, non l'ho mai fatto.. tanto prendo pochi virus..” “Ah.. e adesso?”
“Speravo che lui che è in gamba riuscisse a salvarmi tutto..” “Si, ma è una cosa lunga e complicata..”
Io li guardo entrambi, poi mi ricordo di una cosa e le dico “E' importante per te salvare tutto?” “Certo: che domande cretine..”
“Quanto è importante?” “Tantissimo: ho 3 anni di vita (compresa la tesi di laurea)”
“Pensi che valga una settimana di caffè?” “Anche due..”
“Aggiudicato!”
Lei mi guarda sconcertata “Eh? Sei capace?” “Dammi il computer”
Prendo il suo portatile, prendo il mio CD Live di Ubuntu e procedo:
accensione del portatile, entro nel BIOS e setto l'avvio da CD, inserisco il CD, riavvio il computer e.. dopo alcuni istanti mi ritrovo dentro la Live di Ubuntu.
Monto il disco di Windows, accedo alle sue cartelle e le chiedo quali dati sono da salvare.
Lei mi guarda con un misto di esaltazione ed eccitazione sessuale, sprizzando ferormoni a destra e manca, poggiata sulle mie spalle, e mi indica le cartelle con i dati, che apro, scoprendo che sono ancora agibili e permettendole così di avere un orgasmo multiplo (e forse anche una gravidanza isterica..).
“Dove le salvi?” “Ho l'aipod..”
“No: per configurare l'ipod devo scaricare e installare dei programmi aggiuntivi!” “E allora?”
Stacco il cavo di rete dal suo computer e lo collego al suo portatile.
In un attimo la connessione è configurata, accedo via intranet al Non-server e creo una cartella temporanea, dove copio i suoi dati..
Lei mi guarda estasiata, strusciandosi su di me, fremendo e ansimando (meno male che non urlava, altrimenti avremmo ricreato la famosa scena del film "Harry ti presento Sally!") mentre la cartella del Non-server si riempie dei suoi dati, e anche gli altri sono paralizzati ad ammirarmi a bocca spalancata, mentre le salvo i dati (solo ProgettistaGiovane pare abbia un'espressione stranamente ostile, chissà poi perché?)
Al termine, le faccio “Ok, adesso li riprendi dal server e te li copi direttamente sull'ipod (sempre che ci stiano)”
“Grazie grazie grazie!!!” fa lei, dandomi un paio di baci, ma io le rispondo “Ehi, niente scherzi: vabbè che sei perugina, ma hai promesso che mi dai 2 settimane di caffè, non 2 baci!”
“Maccerto!!! Due, anzi, tre settimane di caffè pagate!” poi mi guarda sorridendo e sbattendo le ciglia a circa 1600 Hertz (da farmi venire una polmonite) “Riesci anche a formattarmelo?”
“Si, ma non per metterci Windows: ci posso mettere dentro questo!” “Eh? No, no.. io già so usare poco Windows, figuriamoci questo..”
“Ma tu non sei un'ingegnere informatico?” “Si, ma non sono capace di usare Linux: non sono un hakker come te..”
Chiudo la sessione, levo il CD e le restituisco il computer “Fallo pure formattare!”
“Grazie! ProgettistaGiovane! Adesso formattamelo, o ci vuole tanto tempo anche per questo?”
Lui mugugna qualcosa, guardandomi male, mentre si allontana col computer.
Lei collega l'ipod alla workstesscion e comincia a copiarci sopra i dati, finché non appare la finestra che avvisa che non ci stanno..
“MK, AIUTO!!!”
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mk66
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