Era periodo di scadenze fiscali, avevo chiesto un parere a ExAmministrativa e adesso mi toccava pagare pegno con il caffè..
Eravamo entrambi in saletta, lei si era appena seduta con il suo bicchierino di caffè e io stavo aspettando che la macchinetta finisse di sfornare anche la mia dose di caffeina..
Alla fine prendo il bicchierino, lo poso sul tavolino vicino a lei e mi accorgo che non c’è la bacchettina per mescolare lo zucchero, vado a vedere se è rimasta impigliata nei tubi della macchinetta ma non la trovo.. e mi accingo quindi a ricorrere ad altri strumenti per mescolare, che però richiedono di aspettare che il caffè sia un po’ meno caldo..
Lei guarda tutti i miei gesti e capisce al volo, e in un rarissimo e quasi unico (per lei) impeto di generosità, mi fa “Manca il cucchiaino?”
“Già..”
“Tieni!” e mi passa la sua bacchettina..
Impressionato da tanta generosità (della quale non la credevo assolutamente capace), allungo la mano per prendere la bacchettina e la guardo sconcertato per alcuni istanti, lei ovviamente fraintende e se ne esce con un “Ehi, tranquillo! Non te l’ho mica leccato..”
Prima ancora che potessi rispondere, lei ammutolisce, mi guarda fisso e, puntando il dito contro di me, mi fa “SILENZIO! Non provare nemmeno a rispondere! Guarda che ho le scarpe a punta!”
Intimorito dalla ‘velata’ minaccia, prendo la sua bacchettina ‘non leccata’ e mi mescolo il caffè in religioso silenzio..
Appunti dalle Tenebre...
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
ed io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...
venerdì 27 novembre 2009
Non te l’ho mica leccato..
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martedì 24 novembre 2009
Una telefonata di primo mattino...
Eccomi qua, anche stavolta, dentro il mio antro solitario.
Ho aperto le finestre per far cambiare aria (anche se fa freddo, gli odori sgradevoli dei pranzi cucinati nella sala mensa/cantina sotto i miei piedi risalgono dal vano della scala a chiocciola e si insediano decisi dentro il mio ufficio, stagnando per giorni interi...), ho acceso il computer e sono andato a cambiare l'acqua al merlo, sedendomi poi in attesa che XP completi il caricamento di tutto quanto è inserito in avvio automatico, per permettermi poi di richiudere tutto (compresa la finestra), avviare solo quello che mi serve e cominciare a lavorare, quando ecco che suona il telefono, e appare il numero interno di SuperAmministratore.
“MK?” “Ciao, sono SuperAmministratore. Puoi raggiungermi un momento?”
“Certo, arrivo subito” “Bene, grazie!” e attacca.
Attraverso quindi il corridoio e raggiungo l'ufficio di SuperAmministratore, busso alla porta e attendo il fatidico “Avanti!” per accedere e trovarmi di fronte sia lui che GrandeCapo, che mi guardano entrare per poi cominciare il discorso con un classico “Siediti, MK”
“Cosa c'è?” “Dobbiamo parlare...”
“Uh?” “Senti, la situazione economica attuale è critica e disperata...”
“Si, lo so...” “Infatti, e anche noi stiamo risentendo di questa crisi...”
“Quindi?” “Ecco... praticamente le nostre entrate di quest'anno sono state ridotte della metà rispetto a quelle dell'anno passato e il trend è sempre negativo...”
“E quindi?” “Lo sviluppo dell'azienda è seriamente compromesso, anche perché ultimamente stiamo perdendo molte gare di appalto alle quali abbiamo partecipato e sulle quali facevamo affidamento...”
“???” “...perché noi non siamo più competitivi, avendo una struttura di notevole dimensione...”
“???” “...e l'economia non accenna a dare segni di ripresa, malgrado quello che dicono al governo...”
“???” “...e quindi ci tocca intraprendere delle manovre che non ci piacciono, ma sono indispensabili per spostare in avanti la data del nostro disastro societario...”
“Che manovre?” “Ecco... praticamente... dobbiamo ridurre l'organico...”
“Cioè?” “...cioè dobbiamo tagliare le spese... a partire dai consulenti esterni...”
“Ah!” “Ci dispiace, visto che collaboriamo da anni e c'è un rapporto di fiducia, ma siamo costretti a questo passo... capirai che non possiamo licenziare i dipendenti mantenendo dei consulenti che fanno lo stesso tipo di lavoro, e nel tuo settore abbiamo anche Progettista e ProgettistaGiovane come dipendenti...”
“Certo...” “...e quindi ci tocca prendere questa decisione che non avremmo mai voluto prendere, ma siamo costretti...”
“Quindi?” “...quindi, vogliamo comunque lasciarti un certo preavviso: diciamo che potremo tenerti fino a fine anno...”
“Allora, ci salutiamo a natale?” “Si, ma non è definitivo: se riusciremo a riprenderci, ti convocheremo per qualche cosa... non sarà più un rapporto continuativo, ma qualcosa insieme spero che la faremo ancora...”
“Beh, in tal senso sono sempre disponibile...” “Appunto! Ci dispiace...”
“Anche a me...” “Lo sappiamo, ma speriamo che questa situazione migliori...”
“Speriamo...” “In questo frattempo, sentiti libero di fare tutto il necessario per cercare contatti in giro, senza farti problemi se devi prenderti delle giornate per dei colloqui...”
“Certo, grazie per avermi preavvisato...” “Non dirlo nemmeno: non potevamo certo mollarti così da un giorno all'altro...” (in realtà, essendo io ufficialmente un consulente, non avevano alcun obbligo di preavviso nei miei confronti, per cui mi sono sentito in dovere di ringraziarli per questo).
Sono quindi tornato nel mio antro a riflettere sulla situazione.
Quando mi hanno trasferito, ho ironizzato sul fatto di essere stato messo in cella d'isolamento, ma evidentemente non sbagliavo più di tanto: ero finito in cella d'isolamento, nel braccio della morte, in attesa che venisse eseguita la sentenza.
Ok! E' giunta l'ora di aggiornare il curriculum, aggiornare l'offerta di collaborazione, preparare alcune centinaia di biglietti da visita e... ricominciare a sfogliare le pagine gialle e gironzolare nelle varie zone industriali dei dintorni di Torino e provincia e regione e regioni limitrofe e resto d'Italia ed Europa...
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venerdì 20 novembre 2009
Architetta non plotta
Architetta è evidentemente esperta di computer: nel suo corso di laurea è compreso un esame relativo all'utilizzo di autocad (e pensare che ai miei tempi, in ingegneria, era già tanto se vedevamo alcuni computer..) e sovente si è rivelata per l'esperta che è realmente.
Un giorno, lancio un plottaggio di autocad e, attesa una mezzora abbondante, che il plotter si decida a sputare fuori il lenzuolo, mi avvio verso la sala plotter.
Entrato in sala plotter (che coincide con la sala server, quindi la temperatura è nelle vicinanze dello zero assoluto e quando entri pinguini e orsi polari ti fanno ciao), vedo Architetta dentro che guarda con attenzione il plotter, la saluto e mi avvio verso il bestione, raccatto il lenzuolo dal cestello e lo posiziono sulla taglierina, inizio a tagliare i vari bordi e poi lo metto sul tavolo e comincio a piegarlo fino a ridurlo a dimensioni normali (ovvero in formato A4), mentre lei mi guarda affascinata (evidentemente, mentre taglio e piego i disegni assumo un aspetto da supermacho.. o lei è talmente in astinenza che la darebbe persino a me..).
Al termine del lavoro difficoltoso e rischiosissimo, prendo il foglio piegato e la saluto uscendo.
Lei mi guarda, poi mi accorgo che mi viene dietro ma non ci bado: in ogni caso deve fare quel percorso per uscire e probabilmente si sarà stufata di starsene sottozero..
Mi accomodo alla mia postazione e comincio a pastrocchiare con altri lavori, finché mi accorgo che si era posizionata come uno spettro davanti alla mia scrivania..
Un po' preoccupato, le chiedo “Cosa c'è?”
Lei mi guarda con un'espressione davvero strana, poi fa “Allora, me lo dai o no?”
Un attimo di silenzio, un rapido controllo.. lei ostacola l'unica via di fuga, ma io sono il doppio di lei.. però so che lei ha studiato arti marziali orientali e ha anche la cintura colorata in qualche colore strano (no: non è cintura nera)
“Cosa dovrei darti?” “Come cosa? Quello!”
Sono ormai nel panico totale: non ho speranza.. ha proprio intenzione di approfittarsi di me.. faccio un ultimo tentativo di farla ragionare “Quello cosa?” “Quel disegno che MI hai piegato!”
Finalmente la luce!!!
“Disegno? Che TI ho piegato? Io?” “Si, di là in sala plotter”
“Ahhh.. No, guarda che quello è un MIO disegno!” “Impossibile: ho lanciato io un plottaggio”
“Anch'io, e quello che è uscito era il mio” “Non è possibile: fammelo vedere!”
Aridaje, ma se è così decisa, quando ci vuole ci vuole.. “Guarda!” e glielo faccio vedere.. il disegno!
Lei controlla il testalino e si convince che non è il suo disegno, e mi fa “E mi pareva che proprio tu fossi così gentile da venire a piegarmi il disegno..”
Sorrido (per camuffare il sospiro di sollievo..) poi le faccio “Ma non ho visto altri disegni nel cestello” “No, quello è l'unico che è uscito nella mezzora che sono stata lì dentro!”
Eh? Tu sei stata mezzora dentro quello sgabuzzino sottozero senza nemmeno preoccuparti di controllare che quello fosse il tuo disegno, in attesa che qualcuno passasse da lì per caso e prendesse il disegno per tagliarlo e piegarlo?
Poi fa “Ma dove sarà finito il mio disegno?” “Non lo so! Ma hai lanciato il comando di stampa?”
“Certo, mi prendi per scema?” NO COMMENT!!!
“E hai selezionato il plotter al posto della stampante?” “Perchè? C'è anche una stampante?”
“Si, quella dove stampi le relazioni..” e gliela indico, lei la guarda, mi guarda, guarda di nuovo la stampante.. vede un foglio A4 sul piano, ci pensa un po', va a prendere quel foglio, lo guarda e riconosce una versione in scala estremamente ridotta del suo lenzuolo monumentale.. “Autocad ha sbagliato! Io ho dato il comando Plot e invece non me l'ha mandato sul plotter! Perchè hanno fatto un programma così idiota?” ma se ne va via prima che riesca a risponderle..
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giovedì 19 novembre 2009
Un tranquillo weekend di terrore...
Ciao Dan, visto che leggi queste pagine, questa la dedico direttamente a te, così potrai rammentare una 'bellissima' domenica... :D
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venerdì 13 novembre 2009
Non funziona mai niente...
Termico entra in ufficio imprecando e bestemmiando a più non posso, essendo appena rientrato da un cantiere difficile.
Accende il computer urlando e imprecando per il tempo che gli fa perdere Windows XP, poi urla e impreca contro di me che lo prendo in giro per via del suo fanatismo pro-windows (che non gli impedisce comunque di avere tutto craccato nel suo laptop personale con Vista...) e poi, come ogni giornata, apre il collegamento a internet (rigorosamente IE, non FF che per lui è una schifezza non funzionante...) per scoprire le ultime novità del mondo, della borsa e di fess-buk.
A un certo punto, visto che nessuno gli dà retta, attacca con la solita manfrina di tutti i giorni (da quando ha cominciato a seguire quel particolare cantiere):
- urla contro il computer “Qui non funziona un ca##o!!!”
- spinta della tastiera contro il basamento del monitor (strano che non siano ancora volati via i tasti...)
- nuove urla contro il computer “Sta merda non serve a un ca##o!!!”
- afferra il monitor LCD e lo scuote un paio di volte
- prende il mouse e lo sbatte un paio di volte contro il piano della scrivania
- ulteriori urla “Non c'è rete (*)! Non c'è campo (**)!! Non c'è un ca##o (***)!!!”
- afferra il mouse e lo getta di lato dalla scrivania (****) come ogni giorno... ma oggi è un giorno diverso!!!
Per sbaglio, non aveva afferrato il mouse (e quindi non era il fido oggetto che si rifiutava di obbedire alla sua volontà...), ma uno dei suoi 3 telefonini (ovviamente di gran marca e gran prezzo) che, non limitato da nulla per il lancio, ha obbedito ai suoi voleri e alla legge di gravità... frantumandosi sul pavimento in un caleidoscopio di coriandoli degno dei fuochi artificiali della festa del santo patrono...
Tra questa vista e quella di lui sdraiato sulla scrivania nel vano tentativo di afferrare al volo ciò che ha riconosciuto un istante dopo averlo lanciato via... e in particolare della sua faccia... non so cosa sia stato la causa scatenante delle risate bastarde che hanno seguito la performance... (*****)
(*) deve avere problemi di connessione a livello cavo, visto che nello stesso istante io stavo scaricando cataloghi da internet per reperire le schede tecniche da inserire in un capitolato...
(**) in effetti, era da quando era rientrato (circa mezzora) che nessuno dei suoi telefonini stava suonando... sicuramente un problema di momentanea assenza di campo...
(***) su questo lascio che sia quella 'santadonna' della sua fidanzata a verificare...
(****) lo fa ogni volta, ma tiene un paio di porta-dossier pieni sull'angolo della scrivania che blocca il cavo del mouse, in modo che l'aggeggio infernale si limiti a penzolare appeso al cavo, senza sfracellarsi...
(*****) essendosi gettato sulla scrivania per tentare di afferrare al volo il costosissimo telefonino, è invece riuscito a fargli cadere direttamente sopra i due pesanti porta-dossier pieni, completando quindi l'opera di distruzione...
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